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L'agorà dei libri Da tre anni, ogni primo mercoledí del mese Bellinzona ospita il mercatino dei libri usati. Un successo di pubblico e piú di venti espositori che offrono a prezzi stracciati romanzi, saggi, fumetti e stampe. «La cosa piú bella per me è che ogni primo mercoledí del mese piazza Magoria si anima di gente che viene a fare il suo giro e si porta a casa due, tre libri», dichiara con orgoglio Guido Maspoli, biologo di formazione ed espositore «storico» del mercatino del libro usato di Bellinzona. «È un'occasione per socializzare, per conoscere persone. Abbiamo la "nostra" piazza e il mercoledí è ormai entrato nella consuetudine. Ho notato che vengono sempre piú giovani, anche studenti, che comprano libri di un certo livello, come un Catullo in latino, sborsando pochi franchetti». In effetti, la bancarella del biologo è davvero interessante. Un esempio? C'è in bella mostra il cofanetto con quattro volumi della Storia della rivoluzione francese di Jules Michelet al prezzo incredibile di trenta franchi. E mezz'ora dopo ha già trovato un acquirente... Sí, il mercatino dei libri di Bellinzona, unico in tutto il Ticino, partito tre anni fa con qualche scetticismo, è oggi un appuntamento culturale fisso. Grazie ai libri, la grigia e algida piazza Magoria, nei pressi della Collegiata, si trasforma in un'agorà sfavillante di colori, persone e suoni. Oltre venti bancarelle espongono al pubblico una parte del pianeta Gutenberg a prezzi stracciati: romanzi, saggi, fumetti, stampe. Gli espositori sono del Bellinzonese e del Locarnese. Ma c'è anche un italiano. Si chiama Emanuele Iurato e viene da Busto Arsizio. «Lavoro come dipendente di una ditta di trasporti di Gallarate, ma da gennaio vengo ogni mese a Bellinzona. Faccio cento chilometri, ma economicamente vale la pena. Sono specialista di schede telefoniche italiane, francesi e americane, i cui valori oscillano da uno a cento franchi. E poi vendo fumetti che sono anche vere e proprie rarità: un vecchio Tex del 1963 o un Capitan America del 1973. Comunque, è un'esperienza positiva. L'unico appunto che posso fare è l'apertura del mercatino limitato solo al pomeriggio. Bisognerebbe prolungare l'orario, soprattutto d'estate, almeno fino alle 20». Certo, a piazza Magoria non ci sono i rigattieri fiorentini o i «bouquinist» del lungo Senna dove si può trovare qualche prezioso e polveroso volume del settecento. O almeno, non ancora... Però ci si può accontentare de La tregua di Primo Levi a quattro franchi, con una copertina ingiallita dalle mani di chissà quanti lettori; di una marea di gialli Mondadori a un franco; di alcuni testi di politica come la Storia del marxismo contemporaneo della Feltrinelli che qualche marxista pentito ha liberato dalla sua biblioteca. E poi c'è la Difesa spirituale di Fulvio Bolla e, vera chicca per bibliofili, la Storia della Svizzera di Davide Bertoletti del 1836, nella ristampa del 1988 a cura di Edizioni Metà Luna di Giubiasco. «Adesso offriamo opere pubblicate in questo secolo e il titolo piú caro è di trenta franchi», conferma Fredy Conrad, l'inventore e il deus ex machina del mercatino. «Ma abbiamo l'ambizione di fare un salto di qualità. Vogliamo creare un appuntamento annuale dedicato esclusivamente all'antiquariato librario. Fuori dai nostri confini, soprattutto in Italia, è molto diffuso il collezionismo librario. Da noi il pubblico non è stato educato a questa passione, ma l'esperienza positiva del mercatino e la mia funzione di bibliotecario mi dicono che c'è una potenzialità che va stimolata». |
«Non ci sono solo bellinzonesi - precisa Fredy Conrad - ma anche locarnesi e da un po' di tempo pure luganesi. Oltre ai turisti della Svizzera interna, per i quali abbiamo una buona scelta di libri in lingua tedesca. Ormai il mercatino è un appuntamento cantonale in continua crescita sia in termini di qualità dei prodotti esposti che di pubblico». E tra gli avventori che a testa china si aggirano tra le bancarelle incontriamo Marco Maspoli, granconsigliere leghista e redattore del Mattino della domenica. «Sono un frequentatore assiduo del mercatino, non solo perché nel lontano 1976 sono stato uno dei fondatori del mercato del sabato a Bellinzona, ma anche perché sono un feticista del libro ed un lettore onnivoro. Per me i libri sono sacri. A casa ho sui duemila volumi e in vita mia ne ho buttati via solo due: Papillon e Il biondo di Luca Goldoni. E se ricordo i titoli il motivo c'è... A due-quattro franchi si possono trovare qui al mercatino libri rari o comunque di cui non si sa apprezzare il valore. Per esempio, una volta ho comprato a un franco un volume contenente i verbali del gran consiglio del 1848». Ma il pubblico che frequenta piazza Magoria non rischia di danneggiare, di fare concorrenza alle librerie? Secondo Fredy Conrad «non fa alcuna concorrenza, ma svolge una funzione
complementare. Da noi si trovano soprattutto libri che sono fuori catalogo
e quindi non sono esposti nelle vetrine dei librai. Anzi, i clienti
delle librerie vengono da noi e viceversa per approfondimenti e ricerche».
Un giudizio condiviso anche da Fabio Casagrande, dell'omonima casa editrice
e titolare della libreria in viale della Stazione a Bellinzona: «il
mercatino di piazza Magoria non rappresenta alcuna concorrenza. Del
resto, anche noi librai abbiamo "l'angolo dell'occasione" con volumi
a prezzi ribassati. Se c'è concorrenza, quella viene dalla televisione,
dall'annichilimento da zapping, che ruba tempo alla lettura. Il mercatino
invece non può che invogliare a leggere. E poi non dimentichiamo che
la distribuzione dei libri non è piú una prerogativa delle librerie.
Ci sono altri canali di vendita: il mercatino, i supermercati, Internet.
Una novità assoluta è che stanno nascendo librerie di libri usati da
parte di associazioni non profit come Caritas o Emmaus». Casagrande
suggerisce una curiosa metafora finale: «mentre la libreria è un treno
che offre le novità, il mercatino è una bicicletta che propone libri
fuori catalogo». A volte è piú salutare pedalare... Per saperne di piú Rocco Notarangelo |